Dopo la rivolta maltese contro l’occupazione francese, forze britanniche e alleate bloccarono i francesi fino alla resa del 1800. Malta entrò nella sfera britannica; lo status coloniale si consolidò nel 1813 e fu riconosciuto dal Trattato di Parigi del 1814.
Amministrazione, epidemia e infrastrutture
La peste del 1813–1814 causò migliaia di morti e mise alla prova il governo di Sir Thomas Maitland. Nel XIX secolo si svilupparono istituzioni, porti, sanità e comunicazioni legate alla fortezza navale. Malta Railway aprì nel 1883 tra Valletta e la zona di Mdina; in seguito esistettero anche tram.
Malta non divenne anglicana. La popolazione rimase soprattutto cattolica, mentre la presenza britannica aggiunse istituzioni come St Paul’s Pro-Cathedral a Valletta.
Lingua e autogoverno
Italiano, inglese e maltese ebbero ruoli mutevoli in giustizia, scuola e amministrazione. Nel 1934 maltese e inglese divennero lingue ufficiali. La rappresentanza politica crebbe gradualmente; dopo Sette Giugno del 1919, la costituzione del 1921 concesse autogoverno interno, poi più volte sospeso.
Seconda guerra mondiale
La base navale rese Malta bersaglio di bombardamenti intensi. Nel 1942 re George VI assegnò la George Cross al popolo di Malta; la croce compare sulla bandiera. Il racconto include resistenza, ma anche vittime civili, rifugi, fame e distruzione.
Errori da evitare
Malta non entrò mai nella NATO e non ebbe tre deputati alla Camera dei comuni. L’integrazione con il Regno Unito fu proposta negli anni Cinquanta, ma non realizzata. La politica alternò autogoverno e controllo diretto fino ai negoziati finali.
Indipendenza, repubblica e Freedom Day
Malta ottenne l’indipendenza il 21 settembre 1964, divenne repubblica nel 1974 e le ultime forze britanniche partirono il 31 marzo 1979. Una visita storica a Malta collega Grand Harbour, rifugi, monumenti ed edifici coloniali a questa evoluzione.
